N° 204 - Il profumo che scegli quando nessuno ti vede

Ci sono profumi che scegliamo per uscire e ci sono quelli che scegliamo quando restiamo. Non sono gli stessi. Quelli che indossiamo per gli altri sono spesso più definiti, più riconoscibili. Raccontano qualcosa di noi, certo - ma anche di come vogliamo essere percepiti. Poi esiste un’altra categoria, più silenziosa: i profumi che scegliamo quando siamo soli.


Quelli che metti quando non devi incontrare nessuno. Quando lavori da casa, quando leggi. quando la giornata scorre senza appuntamenti. E sono i più sinceri. Non devono convincere, non devono durare a lungo, non devono lasciare una scia. Devono solo accompagnarti. Ed è proprio qui che il profumo cambia funzione. Non è più un segno distintivo, diventa uno spazio.


Una fragranza leggera, magari appena agrumata o con una nota verde, può aiutarti ad iniziare la giornata con più chiarezza. Non invade, ma apre. È come una finestra mentale. A metà giornata, quando la concentrazione cala, basta poco per cambiare ritmo. Una vaporizzazione su una tenda, su una poltrona, nell’aria. Qualcosa che non si percepisce subito, ma che rimette in movimento lo spazio. E poi ci sono le ore lente, quelle in cui non succede nulla di particolare. È lì che spesso scegliamo i profumi più veri: muschi leggeri, legni sottili, note pulite. Fragranze che non chiedono attenzione, ma creano una presenza. Come una voce bassa in una stanza vuota. 

Un piccolo esperimento? Prova a scegliere una fragranza solo per te, e usala sempre nello stesso momento della giornata. Non per uscire, non per incontrare qualcuno. Solo per stare. Dopo qualche giorno, diventerà un segnale. Un modo per entrare in quello spazio. Forse è proprio lì che si capisce davvero un profumo. Non quando viene notato, ma quando resta.

Anche quando non c’è nessuno a sentirlo.


Scritto Adele

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